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| Donne, basta comportarsi come gli uomini |
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| Notizie - Economia Finanze |
| Scritto da Administrator |
| Mercoledì 23 Giugno 2010 19:25 |
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Gianpaolo Santoro "La donna non deve mascolinizzarsi". " questo il punto centrale della nuova condizione lavorativa femminile? Senza alcun dubbio. Le pari opportunità hanno fondamentalmente svolto il loro ruolo. Ormai, pur con difficoltà, le donne sono in ogni settore del mondo del lavoro. Possono guidare un aereo di linea, un carro armato, una impresa o fare politica ai massimi livelli. Ora il traguardo da raggiungere è un altro. Quale? La donna deve scrollarsi di dosso quelle leggi di tutela e di protezione che forse andavano bene nel momento in cui sono nate, ma che al giorni d'oggi si sono trasformate in una sorta di boomerang, una gabbia che finisce col soffocare le possibilità lavorative. E non solo. Hanno rappresentato anche una delle maggiori cause di denatalità nel nostre Paese. Una donna vuole fare un figlio e poi ritornare subito in azienda. Così si sente veramente realizzata. Certo deve avere la possibilità di farlo. La legislazione sulla maternità non funziona? Certo che no, a cominciare dal fatto che ora non si deve più parlare di maternità ma di genitorialità. Un figlio ha un padre ed una madre. Ora l'obiettivo è quello di riuscire a conciliare i tempi di lavoro. E perché questo avvenga non servono investimenti, bisogna solo riorganizzare la vita delle aziende, e della società nel suo insieme e avere le infrastrutture minime necessarie. E tutto questo perché bisogna consentire alle donne di lavorare senza perdere le caratteristiche della loro diversità femminile. Il valore della diversità, quel capitale umano di cui parla Elinor Ostrom, economista statunitense vincitrice del premio Nobel… Proprio quello. La donna deve essere femmina anche sul luogo di lavoro. Perché questo finisce con l'essere un valore aggiunto importantissimo. Per troppo tempo le donne hanno avuto paura di essere donne. Basta sapersi organizzare, e non vergognarsi, o peggio rinnegare, le proprie esigenze di donna e di mamma. E' la sfida dei nostri giorni, quello di saper gestire meglio i tempi, al lavoro e nella vita privata famigliare. Sembra proprio che servano estrogeni per rimettere in sesto l'economia. "The Death of Macho Economy", la morte dell'economia machista, è lo slogan imperante in America. Secondo una indagine della Ernst & Young, indica una relazione diretta tra il numero delle donne in posizioni dirigenziali e i profitti delle aziende: quelle che ne hanno di più registrano profitti nettamente più alti della media del loro settore industriale. E non c'è solo dalla ricerca della Ernst&Young. Nel corso degli ultimi mesi, infatti, se ne sono susseguite molte altre dello stesso tenore. Dalla Goldman Sachs, in questo momento la maggiore banca di investimento del mondo, alla Columbia University, alla McKinsey&Co., tutte queste ricerche indicano che la partecipazione delle donne alla gestione dell'economia può determinare il successo di un'azienda. Praticamente che cosa deve fare un'azienda per mettere in condizione una donna di essere lavoratrice e mamma, senza affanni e rinunce? Ripeto riorganizzarsi. Bisogna puntare sulla conciliazione dei tempi e la flessibilità, invitando le donne che hanno raggiunto posizioni di potere istituzionale o manageriale a non dimenticarsi delle altre. Sovvertire le regole e i bioritmi maschili imperanti nelle aziende. Cose semplici, ne cito due elementari: le donne che devono accompagnare i bambini a scuola invece di entrare alle 8,30 entrano alle 9,30. Le riunioni, i consigli di amministrazione, tutti alle 15 e non più di sera. E così via… Rivisitando il femminismo: più vantaggi o più danni? Il femminismo è stato essenziale. Ma superata la fase rivoluzionaria, quella dei cambiamenti radicali, non è riuscito a governare con equilibrio la fase della crescita. Hanno cominciato ad agire e pensare come un uomo. Ma mascolinizzarsi, ripeto, non è la ricetta giusta per avere successo. |
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Stefania Brancaccio, 61 anni, tre figli, Cavaliere del Lavoro: è l'unica donna meridionale tra le 54 citate nel volume "Merito al femminile: talenti di donne tra lavoro e vita privata" promosso dal ministero del Lavoro, dal ministero delle Pari opportunità e dall'Unione degli industriali di Roma


















