Proroga ai precari, Caldoro non firma PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Notizie - Diritti Civili
Scritto da Administrator   
Mercoledì 23 Giugno 2010 19:34

Il presidente della Regione prende tempo per valutare l'impatto economico del rinnovo dei contratti per circa mille camici bianchi Il coordinamento dei medici lavora all'anagrafe
Ettore Mautone


Medici precari alla prova delle strette della manovra: in attesa che sia pronta l'anagrafe di tutti i camici bianchi impiegati con contratti a termine in Asl e ospedali della Regione (le stime parlano di circa 250 medici dirigenti e una ben più folta schiera di contrattisti per un totale che supera le miulle unità) il sub commissario Giuseppe Zuccatelli porta alla firma del governatore-commissario una bozza di proroga per contratti da portare avanti fino a fine anno per poi procedere a concorsi nei limiti consentiti dalle norme. Caldoro però vuole vederci chiaro, e capire la portata economica del rimando. Il coordinamento dei medici precari gioca in difesa e cerca un punto di mediazione.

La verità è che, fatte salve le esigenze di salvaguardie dei Livelli essenziali di assistenza (molte unità operative di reggono sull'apporto dei precari) l'orizzonte si presenta a tinte fosche. I nodi da sciogliere, per procedere alla proroga, sono almeno due. Il primo rimanda ai limiti del Piano di rientro dal deficit. Il presidente Caldoro e la struttura commissariale stanno lavorando ad una versione riveduta e corretta del Piano. In teoria, se la spesa restasse invariata rispetto a quella del 2005, la proroga potrebbe anche esserci. Ma a renderla improbabile sono gli ulteriori limiti sul personale imposti dal governo alle regioni che sono fuori dal patto di stabilità (articolo 14 del decreto 78 del 31 maggio, in particolare il comma 7 capo 2): ai fini dell'applicazione della presente norma, costituiscono spese di personale anch quelle sostenute per i rapporti di collaborazione continuata e continuativa, per la somministrazione di lavoro, per il personale di cui all'articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all'ente. In realtà il decreto 78, riguardo alla situazione dei precari, prevede anche, (al capo III, articolo 9, comma 28) che la riduzione del 50 per cento della spesa per i contratti dei precari, debba scattare a partire dal 2011.
Resta, dunque, da chiarire l'orientamento della giunta rispetto al nodo dei precari della Sanità alla luce delle norme di rientro dal deficit che riguardano la nostra regione.
Probabilmente se la proroga sarà firmata è anche in ragione delle aperture che giungono dal Senato (dove la manovra correttiva è al vaglio della Commissione Sanità) per alcuni settori chiave, come l'oncologia e la terapie intensive.
Va infine chiarito che, finora, in Campania nessuna procedura di stabilizzazione prevista per il comparto (ex articolo 81 della legge regionale n. 1 del 2008) e, per la dirigenza medica e sanitaria (commi da 55 a 63 della Legge della Regione Campania n. 2 del 2010, attualmente sotto il vaglio di costituzionalità) è a tutt'oggi stata realizzata.

 


FONTE

 

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Giugno 2010 19:49