Guardia Sanframondi, il 5 dicembre un convegno su Tempo e Intelligenza Artificiale: «Dove l’Innovazione incontra la Tradizione»

Sabato 5 dicembre 2026, alle 17:30, a Guardia Sanframondi il tempo diventa argomento di convegno, e per una volta non come quello che manca sempre a tutti. Il titolo è «Il Tempo nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale», il sottotitolo promette di tenere insieme due mondi: «Dove l’Innovazione incontra la Tradizione».

In locandina compaiono il logo del Comune di Guardia Sanframondi e quello dell’Associazione onlus I Coraggiosi ODV ETS. L’appuntamento è all’Ave Gratia Plena, a Guardia Sanframondi.

Il programma

Ad aprire saranno i saluti del sindaco Raffaele Di Lonardo e di Gaetano Morone, presidente dell’associazione. L’introduzione è affidata ad Angelo Mancini. Poi la parola passa a due relatori che arrivano da strade diverse: il professor Giuseppe Zollo, indicato in locandina per l’ingegneria economico-gestionale, e il professor Giovanni De Vita, antropologo culturale. Le conclusioni toccano ad Angelo Garofano.

Zollo, del resto, non è un nome nuovo per chi lavora al progetto di cui parliamo più sotto: nel libro che lo racconta viene descritto come l’anima del gruppo, impegnato con il Complexity Institute, che a sua volta lo presenta come professore di Ingegneria gestionale all’Università Federico II di Napoli.

Ingegneria e antropologia allo stesso tavolo, insomma: i numeri da una parte, gli uomini e le loro tradizioni dall’altra, proprio come promette il sottotitolo.

In breve

Cosa: convegno «Il Tempo nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale. Dove l’Innovazione incontra la Tradizione»

Quando: sabato 5 dicembre 2026, ore 17:30

Dove: Ave Gratia Plena (A.G.P.), Guardia Sanframondi (BN)

Saluti: Raffaele Di Lonardo, sindaco; Gaetano Morone, presidente dell’associazione

Relatori: Angelo Mancini (introduzione), prof. Giuseppe Zollo (ingegneria economico-gestionale), prof. Giovanni De Vita (antropologo culturale), Angelo Garofano (conclusione)

La Guardia del Tempo, un orologio che ha mandato in pensione il pendolo

La figura disegnata al centro della locandina, con l’asta in mano e l’orologio al posto dello scudo, ha un nome: la Guardia del Tempo. E non è soltanto una scultura. È un orologio, nato a Guardia, raccontato nel volume «La Guardia del Tempo. Studi, Ricerche, Riflessioni», curato da Angelo Garofano, con prefazione e postfazione di Angelo Mancini. Un libro in italiano e in inglese, costruito in modo insolito: mettendo in fila le note della chat WhatsApp del gruppo di lavoro, che si è battezzato Clock Office.

L’idea di fondo è sostituire il pendolo con l’elettronica. Al posto dell’isocronismo scoperto da Galilei c’è un motore passo-passo comandato da una piccola scheda Arduino, che attraverso sedici ruote dentate muove le lancette. I quadranti sono due: uno a 12 ore e uno a 24, che segna le ore italiche, quelle che si contavano a partire dal tramonto. Luci led cambiano colore per richiamare le diverse tonalità della giornata, e il tic-tac c’è, anche se a rigore non servirebbe: è stato tenuto apposta, per non tagliare i ponti con il passato.

La perfezione, però, si è fatta desiderare. Nel libro si racconta che ogni esemplare sbagliava a modo suo, senza una regola, finché non è arrivato un modulo RTC, un piccolo orologio elettronico interno che corregge gli scarti. Chi scrive, con una buona dose di autoironia, lo paragona a un pacemaker impiantato su una macchina malata.

La forma, disegnata da Giovanni Lombardi, segue proporzioni prese in prestito dalla serie di Renard, dalla serie rossa di Le Corbusier e dalla sezione aurea. Gli inserti in legno della linea battezzata Wood Line Evolution, con olmo, ciliegio, frassino, olivo e altre essenze, e perfino un esemplare con tasselli di pepe rosso, vogliono portare l’attenzione sugli alberi minacciati da incendi e cambiamenti climatici. E le labbra rosse della figura, nel volume, sono lette come un richiamo alla libertà.

Dietro il progetto c’è una squadra: Vincenzo (Enzo) Passavanti, indicato come la mente dell’opera, Nazaro Lombardi per l’informatica, Giovanni Lombardi per il design e Garofano nel ruolo di coordinatore. Secondo il libro la Guardia del Tempo è nata, nella sostanza, il 12 settembre 2021, è stata presentata ufficialmente come prototipo avanzato il 31 agosto 2024, in un convegno all’Ave Gratia Plena, e la sua prima versione definitiva, la revisione 0, è stata completata nel giugno 2025. Viene realizzata a mano, in piccoli lotti numerati e autofinanziati.

Anche il nome ha un perché. Nella postfazione Mancini spiega che Guardia gioca con il nome del paese: guardia come sentinella del tempo che ci scorre addosso. E il libro si apre proprio con una sua poesia, che a questa sentinella chiede «Guardia, da lassù, dal bastione del tempo, a che punto è la notte?».

Un omaggio ad Alfonso Sellaroli

Nel volume la dedica è dichiarata: la Guardia del Tempo vuole essere una linea di continuità con Alfonso Sellaroli, l’orologiaio guardiese che il gruppo ha studiato a lungo. Sellaroli, nato a Guardia Sanframondi nel 1855, dopo un breve periodo di studi a Firenze aprì in paese nel 1875 una bottega per la costruzione di orologi da torre. Le sue macchine raccolsero medaglie d’oro alle esposizioni di Anversa, Bruxelles, Torino e Parigi, tra il 1894 e il 1900; nel 1914 si trasferì a Napoli per una commessa di altimetri per aerei.

A Guardia sono suoi l’orologio della torre di San Sebastiano e quello dell’Ave Gratia Plena, e suo era anche il meccanismo idraulico con orologio e calendario della Fontana del Popolo, che funzionò fino al 1943, quando i tedeschi lo portarono via. Il libro ricorda anche l’illuminazione pubblica che realizzò a Cerreto Sannita nel 1908 e l’orologio elettrico donato come ex voto al Santuario di Pompei nel 1914. E racconta un aneddoto che ai costruttori della Guardia del Tempo dev’essere suonato familiare: per gli orologi installati sul panfilo di Edoardo Scarfoglio, direttore del Mattino, Sellaroli si accorse che il moto della barca disturbava i pendoli, e risolse affiancando loro un orologio pilota. Un RTC ante litteram.

Del resto, con gli orologi di Sellaroli l’associazione I Coraggiosi ha una certa familiarità. Nel marzo 2019, con un appello firmato da Gaetano Morone, chiedeva sostegno, attraverso il 5×1000 e le donazioni, per recuperare l’orologio da torre della chiesa di San Giovanni Battista a San Lupo, costruito proprio da lui. E nel 2023 Vinalia dedicò al restauro delle sue «macchine del tempo» un simposio all’Ave Gratia Plena.

E l’intelligenza artificiale?

C’entra anche lei, e non solo nel titolo del convegno. In uno dei capitoli del libro il gruppo racconta di aver voluto mettere alla prova le tanto pubblicizzate capacità dell’intelligenza artificiale: grazie, si legge, all’abilità di un nipote, ne è uscita una presentazione della Guardia del Tempo in forma di podcast, un’intervista recitata che nel volume è trascritta per intero. Insomma, l’intelligenza artificiale alla Guardia del Tempo ha già fatto da ufficio stampa. Il 5 dicembre si vedrà se, nel frattempo, ha imparato anche a leggere l’ora.

Facce note

I nomi in programma non sono nuovi alla vita culturale del paese. Ad agosto, nel cartellone di Vinalia 2026, Angelo Garofano, Angelo Mancini e Gaetano Morone figuravano, insieme al sindaco, tra gli interventi della presentazione del libro «Tra storia e rinascita: Il recupero di una bombarda del XV secolo», proposta dall’associazione I Coraggiosi e ospitata all’Ave Gratia Plena. Sempre ad agosto l’associazione, presente con il presidente Morone, ha sostenuto l’itinerario guidato di Monumenti aperti.

Appuntamento dunque a sabato 5 dicembre, alle 17:30. Un solo consiglio: trattandosi di un convegno sul tempo, arrivare in ritardo sarebbe una gaffe difficile da giustificare. Soprattutto davanti a un orologio con il pacemaker.

Fonti: locandina del convegno «Il Tempo nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale»; volume «La Guardia del Tempo. Studi, Ricerche, Riflessioni», a cura di Angelo Garofano (copertina e testo); Complexity Institute, scheda di Giuseppe Zollo; Cronache del Sannio, articolo su Monumenti aperti a Guardia Sanframondi (27 agosto 2026); Matesenews e Vinalia.it, articoli su Vinalia 2026; ViviTelese, appello dell’associazione I Coraggiosi per l’orologio di San Lupo (10 marzo 2019); Wikipedia, voce «Alfonso Sellaroli»; Vinalia.it, presentazione del simposio sugli orologi di Sellaroli (4 agosto 2023).

A.N.S.I.A.

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