Venticinque anni di prevenzione e una pergamena: gli Amici del Cuore di Guardia Sanframondi ricevono la benemerenza civica
C’è chi a Guardia festeggia i venticinque anni con una torta, e chi con un convegno di neurocardiologia. Gli Amici del Cuore hanno scelto la seconda strada, e alla fine la sorpresa l’hanno ricevuta loro: una pergamena del Comune che mette nero su bianco un quarto di secolo passato a misurare pressioni, organizzare incontri e spiegare ai guardiesi che il cuore va trattato bene prima che protesti.
È uscito il numero di ottobre di «Cuore in…vita», il notiziario interno a diffusione gratuita dell’Associazione Guardiese Gli Amici del Cuore o.d.v., Anno II, numero 8. Quattro pagine che tengono insieme scienza e comunità: la benemerenza civica conferita all’associazione, il resoconto del convegno del 27 settembre e un approfondimento sulla medicina di precisione.
La benemerenza: «un riconoscimento che appartiene a tutti noi»
Al termine del convegno del 27 settembre, nella sala consiliare, il sindaco Raffaele Di Lonardo ha consegnato al presidente cav. Carlo Labagnara un Attestato di Benemerenza Civica e Gratitudine per il venticinquesimo anniversario di fondazione. La motivazione richiama le «Giornate di Prevenzione in Piazza», i convegni con docenti universitari e lo stesso notiziario, e ringrazia i fondatori e il presidente per aver reso Guardia Sanframondi «più sicura, più consapevole, più protetta, più informata e più attenta alla salute».
Labagnara, nel suo intervento sul notiziario, ha voluto condividere l’onorificenza con i soci fondatori e con ogni associato, «compresi coloro che purtroppo non sono più in vita», definendola il frutto di un lavoro collettivo e lo stimolo per continuare con lo stesso entusiasmo. Nella foto della consegna, accanto al presidente e al sindaco, ci sono i professori Luigi Matarazzo e Michele Marzullo e il dottor Giovanni Pigna.
Il motto del numero
«La prevenzione non è un costo, ma un investimento a rischio zero e ad elevato rendimento: gli utili sono accreditati giorno per giorno sul conto corrente della nostra salute.» Uno dei pochi investimenti che non teme lo spread.
Un cervello nel cuore: il convegno del venticinquesimo
Il convegno «Un cervello nel cuore: la neurocardiologia rivela meraviglia» si è tenuto domenica 27 settembre nella sala consiliare di Guardia Sanframondi. Il resoconto pubblicato sul notiziario, firmato da Domenico Rotondi per Realtà Sannita, ricorda che in venticinque anni l’associazione ha organizzato quarantotto appuntamenti scientifici, con un’idea precisa: nelle aree interne, lontane dai grandi centri sanitari, il volontariato non sostituisce il Servizio sanitario, ma può diffondere conoscenze e avvicinare i cittadini alla cura della propria salute.
Dopo i saluti del sindaco e del presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi, il dottor Giovanni Pigna, medico e dottore di ricerca della Sapienza di Roma e moderatore dell’incontro, ha introdotto l’evoluzione degli studi sulle relazioni tra cuore e sistema nervoso. I cardiologi Michele Marzullo e Luigi Matarazzo, dell’Università Federico II di Napoli, hanno poi affrontato il tema da due lati: il primo mettendo in guardia dalla superficialità anche in ambito scientifico, il secondo descrivendo circuiti neuronali, attività elettrica del cuore e rapporto tra risposte fisiologiche ed emozioni.
Il titolo, precisa il resoconto, non significa attribuire al cuore le funzioni del cervello: indica la presenza di un sistema neuronale cardiaco e il dialogo continuo tra cuore, sistema nervoso ed encefalo. L’esempio più eloquente è la sindrome di Takotsubo, la cardiomiopatia da stress nota come «sindrome del cuore spezzato»: la prova che una formula da canzone d’amore può descrivere una condizione clinica vera, da riconoscere e curare. In chiusura dei lavori è emersa una parola che la medicina sempre più specializzata rischia di perdere per strada: umanità.
La medicina di precisione, spiegata senza paroloni
In prima pagina il dottor Giovanni Pigna, membro del comitato scientifico dell’associazione, affronta un’espressione che si sente spesso nei congressi: medicina di precisione. Non si tratta di visite più accurate di altre, ma di un approccio che tiene conto delle caratteristiche genetiche, ambientali e degli stili di vita di ciascun paziente, con terapie mirate invece che uguali per tutti.
Pigna distingue la medicina personalizzata, disegnata su un singolo individuo, da quella di precisione, che si basa su caratteristiche genetiche, come una mutazione del DNA, condivise da gruppi di persone: chi ha quella mutazione può beneficiare di un farmaco mirato, chi non ce l’ha evita effetti collaterali inutili. Accanto c’è la farmacogenomica, che studia come il patrimonio genetico influenzi la risposta ai farmaci e può aiutare anche a calibrare i dosaggi. Non mancano i limiti: costi elevati delle tecnologie e risultati che richiedono interpretazioni sempre aggiornate. La conclusione è netta: un punto di svolta, a patto di cambiare davvero approccio.
Pillole e sorrisi
Come da tradizione, il numero si chiude con le «Pillole di saggezza», tre citazioni sul cuore firmate Melville, Hesse e Goethe, e con la barzelletta di rito: un chirurgo che prova a rassicurare un paziente terrorizzato alla vigilia di un intervento al cuore, con risultati che lasciamo scoprire ai lettori del notiziario. Del resto, ridere fa bene alla pressione: lo dicono anche gli Amici del Cuore.
Fonte: «Cuore in…vita», notiziario interno a diffusione gratuita dell’Associazione Guardiese Gli Amici del Cuore o.d.v. di Guardia Sanframondi, Anno II, n. 8, ottobre 2026; presidente cav. Carlo Labagnara. Il resoconto del convegno è a firma di Domenico Rotondi (Realtà Sannita), l’articolo sulla medicina di precisione del dott. Giovanni Pigna.
A.N.S.I.A.
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Quand’ Vomma è Segn ca Chiov’
