San Rocco, la festa che ritrova comunità: il Rione Croce apre le sue strade e le sue tavole a tutta Guardia Sanframondi

Una festa non è soltanto una festa. È il momento in cui un paese si riconosce, si ritrova, e torna a sentirsi comunità.

Il 15 e il 16 agosto, nel Rione Croce di Guardia Sanframondi, questo è successo ancora una volta con la festa in onore di San Rocco: vicoli illuminati, tavole apparecchiate all’aperto.

Non un evento organizzato per pochi, ma un intero rione che si è messo a disposizione, spontaneamente, per accogliere chiunque avesse voglia di fermarsi.

A tavola, come una grande famiglia

Nella piazza, o meglio largo, del rione, tavoli lunghi imbanditi, il profumo del cibo condiviso, i bicchieri che passano di mano in mano. Dietro i tavoli, volontari con i guanti alle mani che servono senza sosta, ognuno con il proprio compito, nessuno tirato indietro.

È la parte meno fotografata delle feste di paese, quella che non finisce sui manifesti, ma è quella che le tiene in piedi: la disponibilità di chi cucina, di chi lava i piatti, di chi resta fino a tardi a rimettere tutto in ordine perché il giorno dopo si ricomincia.

Le luci accese per tutti

Anche i vicoli più stretti del rione, quelli che per il resto dell’anno restano nella penombra, si sono riempiti di luce: installazioni artigianali appese da un balcone all’altro, frutto di lavoro fatto da chi nel rione ci abita, non da un’impresa esterna.

Sotto quelle luci, bambini che corrono, famiglie sedute sui gradini di pietra, anziani che osservano dai balconi.

Tre generazioni nello stesso vicolo, nello stesso momento.

La musica nei vicoli

Tra le pietre illuminate di blu, un piccolo gruppo ha suonato chitarra, tamburello e tastiera fino a tarda notte, in un repertorio che pesca nella tradizione popolare del Sud.

Poco più in là, in piazza, un pubblico numeroso si è raccolto sotto le luminarie per ascoltare chi ha animato la serata dal palco allestito per l’occasione, tra chi ballava e chi si è semplicemente seduto ad ascoltare.

Il programma della festa, curato dal Comitato Giovani del rione, prevede da anni anche il passaggio per le vie del paese di un’associazione musicale itinerante, la stessa che negli anni scorsi ha aperto la giornata di San Rocco con i fiati per le strade del centro.

I giovani e la statua di San Rocco

C’è un’immagine, tra tutte, che racconta lo spirito della festa meglio di ogni descrizione: un gruppo di giovani seduti intorno alla statua di San Rocco, addobbata con drappi dorati e girasoli, mentre un bambino gioca tranquillo al centro, davanti a tutti.

È una festa che si tramanda letteralmente di generazione in generazione, e che si tiene in vita attraverso chi, anno dopo anno, decide ancora di prendersene cura.

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San Rocco proiettato sulla facciata

La chiesa di San Rocco, che dà il nome al rione ed è una delle tappe del percorso dei Riti Settennali di Penitenza, oggi non può ospitare la festa al proprio interno: l’edificio, eretto nel 1575 come voto contro un’epidemia di peste, è chiuso.

Ma proprio sulla sua facciata, la sera del 16 agosto, è stata proiettata l’immagine del Santo, circondata da luci colorate, mentre sotto la piazza si riempiva di persone.

Un modo, forse involontario ma comunque efficace, di dire che una devozione può restare viva anche quando l’edificio che la custodisce non può accoglierla.

Chi ha vissuto queste emozioni lo sa: quello che resta, più delle luci e della musica, è la sensazione di essere stato accolto in casa d’altri come se fosse la propria. Ed è questo, in fondo, il senso più autentico di una festa di paese: non l’evento in sé, ma il modo in cui un’intera comunità sceglie di aprirsi, di mettersi a disposizione gli uni degli altri e di riconoscersi, ancora una volta, in quello che è.

Il Rione Croce, quest’anno, lo ha fatto con la consueta generosità.


Cronaca e fotografie della redazione, Guardia Sanframondi, 15-16 agosto 2026. Programma generale della festa a cura del Comitato Giovani del Rione Croce, con il riferimento del Santuario dell’Assunta per gli orari liturgici.

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