“Diamo voce ai Sanniti”: da Sepino a Guardia, il Sannio antico chiama a raccolta il presente

24 luglio 2026 · Redazione A.N.S.I.A.

Duemila anni fa il Sannio non aveva una capitale, e a quanto pare se la cavava benissimo lo stesso. Da questa provocazione, tutt’altro che accademica, parte la V edizione di “Diamo voce ai Sanniti”, la rassegna che quest’anno mette in fila due appuntamenti tra Sepino e Guardia Sanframondi attorno a un tema che suona quasi come uno slogan da campagna elettorale, ma non lo è: “Per la rinascita dei territori. Meno città, più territori.”

L’idea di fondo è mettere a confronto il modello policentrico del Sannio preromano, fondato su pagus e vici, comunità diffuse e integrate col territorio, con il processo opposto che viviamo oggi: le città che si gonfiano e le aree interne che si svuotano, con tutte le criticità che ne derivano da entrambe le parti. Non è nostalgia da museo: è un modo per chiedersi se la civiltà sannita, con la sua logica di comunità diffuse, abbia ancora qualcosa da insegnare a chi oggi prova a immaginare uno sviluppo più equilibrato per l’Appennino.

Due tappe, due regioni, un solo Sannio

Il programma attraversa il confine regionale come se non esistesse, cosa che nel Sannio storico, in effetti, non esisteva.

Sepino, 29 luglio

Quando: martedì 29 luglio, ore 18.00
Dove: Museo del Matese, Sepino
Titolo: “Quale futuro per il Parco Archeologico di Sepino?”

Interventi:

  • Enrico Rinaldi, direttore del Parco Archeologico di Sepino
  • Gerardo Fratianni, docente universitario e archeologo
  • Vincenzo Cimino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Molise e del Corecom

Modera Nella Rescigno, storica dell’arte e mediatrice culturale. Saluti istituzionali di Paolo D’Anello, sindaco di Sepino, e Pasquale Giordano, presidente di Sepino nel Cuore APS.

Guardia Sanframondi, 1° agosto

Quando: sabato 1° agosto, ore 18.00
Dove: sala convegni del Castello di Guardia Sanframondi

Interventi:

  • Nicola Mastronardi, giornalista e scrittore
  • Gianfranco De Benedittis, professore e archeologo
  • Nicola D’Angelo, magistrato, Procuratore della Repubblica di Benevento e scrittore

Modera il giornalista Vittorio Vallone. Saluti istituzionali di Raffaele Di Lonardo, sindaco di Guardia Sanframondi, e Paolo D’Anello, sindaco di Sepino, che quella sera fa il pendolare istituzionale. Pasquale Giordano porta il saluto delle associazioni molisane.


Una guerriera cancellata dalla storia, riportata a Guardia

La serata al Castello guardiese non si chiude con gli interventi: è anche la presentazione di “Lo scudo di Kòra”, il romanzo storico di Nicola D’Angelo. Il magistrato, molisano di Bojano, già procuratore a Campobasso e oggi alla guida della Procura di Benevento, ha tratto ispirazione da un’armatura femminile sannita di oltre duemila anni fa custodita al museo di Campobasso per raccontare la storia di Kòra, guerriera sannita che combatte contro Roma e contro il pregiudizio del suo tempo, e che Roma condannò alla damnatio memoriae, cancellandone il nome. Un romanzo, insomma, che restituisce voce a chi la voce se l’era vista tolta duemila anni fa: coerente, verrebbe da dire, con il titolo stesso della rassegna.

«Per la rinascita dei territori. Meno città, più territori.»V edizione di “Diamo voce ai Sanniti”

Chi organizza tutto questo, va detto, lo fa di tasca propria: la rassegna è interamente autofinanziata dalle associazioni promotrici dell’Appennino sannita, l’Associazione Culturale Togo Bozzi di Guardia Sanframondi, Sepino nel Cuore APS, Officina Creativa di Sepino e Insieme di San Giuliano del Sannio, sotto la regia del giornalista Domenico Rotondi e con la collaborazione della Libreria Risguardi di Campobasso. Non è la prima volta: le edizioni precedenti hanno già portato la rassegna a Bojano e Sepino, con lo stesso gruppo di sigle a tenere insieme, ogni estate, due regioni e una stessa ragione.


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