Era il 31 maggio 2004: SixDaySonicMadness: il menu sonico è servito

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Saranno Marco Parente, Gatto Ciliegia Contro il Grande Freddo, El Muniria e Tre Allegri Ragazzi Morti a chiudere le notti soniche della settima edizione.

Il suo unico difetto è che bisognerà pazientare ancora due mesi prima di vederlo realizzato.

Tanto è il tempo che ci separa infatti dal ricchissimo programma musicale allestito per la settima edizione di SixDaySonicMadness (Guardia Sanframondi BN – 29 luglio/1 agosto ’04), appena completato con la scelta dei 4 headliners di seguito elencati:

napoletano d’origine e fiorentino di adozione, dopo nobili collaborazioni come batterista (CSI su tutte), Parente dà vita nel ’96 ad un progetto solista che lo impegna come autore, arrangiatore, cantante, chitarrista e pianista. Tre gli album realizzati da allora:

Eppur non basta (’97), Testa di Cuore (’00) e Trasparente (’02), opere che lo propongono come una delle personalità più originali del nuovo cantautorato italiano, l’unica capace di ambire ad una fusione di jazz e rock tanto inusuale quanto interessante

giunti da poche settimane al traguardo del quarto album, L’irréparable, (preceduto da Omonimo (’99), #2 (’01) e It is (’02)), i tre musicisti torinesi si segnalano per un intenso lavoro di sperimentazione sonora fatto di scarnificazioni strumentali, melodie ipnotiche ma mai banali, e una radicale leggerezza in bilico tra malinconie, dolcezze e fughe prospettiche

la nuova scommessa musicale di Emidio Clementi (ex leader dei Massimo Volume) passa per la collaborazione con due musicisti cominciata in Nord Africa e conclusasi, inaspettatamente, nel soggiorno di casa. Il risultato è Stanza 218, brandelli di musica e parole partoriti nell’Hotel Massilia di Tangeri e successivamente riassemblati in una lavoro più in debito col cinema che col rock. Paesaggi notturni liquidi e rarefatti, intimi ed esotici, un tappeto sonoro che fonde analogia ed elettronica per accogliere nel migliore dei modi la voce carica di mistero ed evocazioni del sempre più ispirato Mimì

il trio di Pordenone torna a far parlare di sé con Il Sogno del Gorilla Bianco (segue a Mondo Naif (’94), Allegro Pogo Morto (’95), Si Parte (’96), Piccolo Intervento a Vivo (’97), Mostri e Normali (’99), Il Principe in Bicicletta (’01) e La Testa Indipendente (’01) ), lavoro che segna il passaggio dall’adolescenza alla maturità, mescolando le emozioni raccolte durante un viaggio in Argentina e quelle ricavate da un incontro immaginario su carta con Pier Paolo Pasolini. 13 canzoni attraversate da liriche dure e poetiche, e impreziosite dalla collaborazione di Giorgio Canali (ex CSI), chitarrista in diversi pezzi dall’album

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