L’Assedio del 1461, la cronaca di frate Tommaso torna sotto le mura del castello di Guardia Sanframondi
Sabato 26 settembre 2026, ore 18:30, Piazza Castello · Il racconto storico di Gaetano Morone e Angelo Mancini letto e interpretato da Bartolomeo Golia e Assunta Del Grosso

Cinquecentosessantacinque anni e un giorno. È la distanza che separa la sera di sabato 26 settembre 2026 dal 25 settembre 1461, la data a cui il racconto lega l’ultimo assedio sostenuto da Guardia Sanframondi, quello delle truppe di re Ferrante d’Aragona. Per ricordarlo il paese torna dove tutto è successo, in Piazza Castello, ai piedi delle mura che quell’assedio lo videro da vicino, e lo pagarono caro.
Un frate come cronista
Il libro si intitola L’Assedio. Cronaca di frate Tommaso dell’assedio del 1461 di Guardia Sanframondi ed è un racconto storico a cura di Gaetano Morone e Angelo Mancini. Gli autori hanno scelto di affidare la narrazione a un frate domenicano, frate Tommaso, che registra i fatti come in una cronaca d’epoca.
Precisiamo subito, prima che qualcuno si metta a rovistare negli archivi parrocchiali: frate Tommaso è un espediente narrativo, non un manoscritto ritrovato in soffitta. Ma è un espediente utile, perché la voce del cronista permette di spiegare e approfondire gli eventi, tenendo insieme la grande storia di re e pretendenti e quella, più piccola ma non meno dura, di chi un assedio lo viveva da dentro le mura.
Ferrante contro Giovanni d’Angiò, la guerra dietro l’assedio
Per capire perché nel 1461 qualcuno avesse tanto interesse a espugnare Guardia bisogna allargare lo sguardo all’intero Regno di Napoli. Nel 1458 muore Alfonso d’Aragona, il Magnanimo, e la corona passa al figlio Ferrante, Ferdinando I. Non tutti ci stanno. Una parte consistente dei baroni si schiera con Giovanni d’Angiò, duca di Calabria, figlio di Renato d’Angiò, che il partito angioino riconosceva come legittimo erede al trono. Ne nasce una guerra di successione combattuta feudo per feudo, castello per castello.
Gli angioini vincono a Sarno nel luglio del 1460, ma la partita si chiuderà a Troia, in Puglia, il 18 agosto 1462, con la sconfitta di Giovanni d’Angiò. In mezzo ci sono le campagne con cui Ferrante va a stanare, uno dopo l’altro, i baroni schierati con il rivale. Guardia è una di quelle tappe.
Il conto salato dei Sanframondo
A Guardia comandavano i Sanframondo, la famiglia di origine normanna che al paese ha lasciato il nome e che nella contesa aveva scelto il campo angioino. Una scelta pagata cara: nel 1461, dopo un lungo assedio e il saccheggio da parte delle truppe aragonesi, il castello rimase gravemente danneggiato e i Sanframondo persero i loro feudi, prendendo la via dell’esilio. Al loro posto arriveranno poi i Carafa.
Il castello, va detto, non si presentava all’appuntamento in piena forma: appena cinque anni prima, il 5 dicembre 1456, un terribile terremoto lo aveva già duramente colpito. Come dire, piove sul bagnato.
Fu, stando al racconto, l’ultimo assedio subìto da Guardia. Da allora in paese si ricordano soltanto assedi pacifici, quelli dei visitatori nei giorni di festa, che per fortuna si respingono con un bicchiere di vino e non con l’olio bollente.
Una lettura a due voci in Piazza Castello
La serata non sarà la classica presentazione con i relatori seduti al tavolo e il microfono che passa di mano in mano. Il testo prenderà voce grazie alla lettura e all’interpretazione di Bartolomeo Golia e Assunta Del Grosso, che daranno corpo alla cronaca di frate Tommaso a pochi passi dalle pietre di cui racconta.
Sulla locandina compaiono lo stemma del Comune di Guardia Sanframondi e il logo dell’Associazione I Coraggiosi ODV ETS. L’ingresso è libero.
In breve
- Cosa: presentazione del libro L’Assedio. Cronaca di frate Tommaso dell’assedio del 1461 di Guardia Sanframondi
- Quando: sabato 26 settembre 2026, ore 18:30
- Dove: Piazza Castello, Guardia Sanframondi
- Racconto storico: Gaetano Morone e Angelo Mancini
- Lettura e interpretazione: Bartolomeo Golia e Assunta Del Grosso
- Ingresso: libero
Consiglio della redazione: presentatevi puntuali. Nel 1461 chi restava fuori dalle mura non se la passava bene; nel 2026 rischia soltanto di perdersi l’inizio.
Informazioni sull’evento tratte dalla locandina ufficiale. Cenni storici: Pro Loco Guardia Sanframondi, Enciclopedia Treccani.

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Quand’ Vomma è Segn ca Chiov’
