Masserie e vita contadina, alla Guardiense il libro di Carmine Nardone contro l’oblio della terra

Domani sera Guardia mette al centro quello che ha nel sangue da sempre: la terra. Martedì 23 giugno, alle 18:30, nel Salone delle Assemblee de La Guardiense, si presenta “Masserie e vita contadina. La civiltà della terra contro l’oblio”, il nuovo libro di Carmine Nardone.
Un libro che guarda indietro per andare avanti
Non è un libro di sola nostalgia. È piuttosto un viaggio nella memoria rurale del Sannio e del Mezzogiorno, tra le masserie, i campi e i saperi contadini che hanno costruito l’identità dei nostri paesi, con uno sguardo che dal passato prova a tirare fuori risposte per il presente: lo sviluppo sostenibile, la tutela del paesaggio, il futuro delle aree interne. Insomma, la terra non come cartolina sbiadita, ma come radice da cui ripartire.
Chi è l’autore
A firmarlo è uno che di queste cose se ne intende da una vita. Carmine Nardone, classe 1947, agronomo ed economista, è stato deputato e per dieci anni presidente della Provincia di Benevento, oltre che fondatore di Futuridea, l’associazione beneventana che lavora sull’innovazione sostenibile. Accademico dei Georgofili e studioso del paesaggio rurale da decenni, è tra le voci più autorevoli quando si parla del rapporto tra le comunità del Sud e la loro campagna.
Un parterre di tutto rispetto
Il parterre, va detto, è di quelli importanti. Ad aprire saranno i saluti di Domizio Pigna, presidente de La Guardiense, e del sindaco di Guardia Sanframondi Raffaele Di Lonardo. A coordinare i lavori sarà Titina Pigna, responsabile Ricerca e Sviluppo della cantina. Le riflessioni sul volume sono affidate a Roberto Costanzo, già parlamentare europeo ed esperto di storia rurale, e ad Antonio Di Gennaro, agronomo territorialista che da anni studia le trasformazioni del paesaggio agricolo. Interverranno poi Carlo Falato, della Rete Italiana di Cultura Popolare, Nino Pascale, agronomo e Accademico dei Georgofili, e Domenico Rotondi, coordinatore dell’Associazione Togo Bozzi. E, naturalmente, ci sarà l’autore in persona.
Perché ci riguarda
Che tutto questo avvenga proprio alla Guardiense non è un dettaglio. La cantina cooperativa che dalle vigne di queste colline ha costruito la sua storia è il posto giusto per parlare di civiltà della terra, perché qui quella civiltà non è un reperto da museo: è ancora viva, nei filari, nelle masserie, nelle mani di chi la campagna la lavora davvero. E il libro arriva al momento giusto, perché mentre si difende la memoria contadina, le aree interne come la nostra continuano a perdere i loro giovani, come raccontano le cronache di queste settimane. Ricordare da dove veniamo, in fondo, serve anche a capire come fare a restarci.
L’appuntamento, per chi ha a cuore queste radici, è per domani sera. Salone delle Assemblee de La Guardiense, in via Santa Lucia 104, ore 18:30. La terra, da queste parti, merita sempre che le si dia ascolto.
A.N.S.I.A.
Quand’ Vomma è Segn ca Chiov’
