Acqua del Sannio ad Acea fino al 2051: cosa significa Sannio Acque, anche per Guardia

DSC 1338 1024x683

C’è una notizia che, pur arrivando da Benevento città, riguarda da vicino anche i rubinetti di Guardia: l’acqua del Sannio, per i prossimi venticinque anni, avrà un nuovo padrone di casa. La gara per gestirla, un affare da oltre un miliardo di euro, se l’è aggiudicata Acea, il colosso dei servizi pubblici controllato dal Comune di Roma.

I numeri di un affare lungo trent’anni

Andiamo con ordine. A decidere è stato l’Ente Idrico Campano, attraverso il suo Distretto Sannita. La gestione del servizio idrico integrato passerà a una nuova società, Sannio Acque Srl, di cui il 55 per cento resta in mano pubblica e il 45 per cento va ad Acea Acqua, scelta come socio privato. La concessione durerà fino al 2051 e abbraccia tutti i 78 comuni della provincia di Benevento, Guardia Sanframondi compresa: in totale circa 272mila abitanti e una rete di oltre 5.500 chilometri di tubature. Cifre da capogiro, per un bene che diamo per scontato finché esce dal rubinetto.

Chi dice sì

Chi ha voluto questa soluzione, a partire dall’Ente Idrico Campano e dalla maggioranza dei sindaci, la presenta come la strada giusta. Il modello misto, dicono, tiene il timone in mano pubblica per le scelte di indirizzo e di controllo, e affianca però le competenze e i capitali di un grande operatore per modernizzare una rete vecchia, piena di perdite e messa a dura prova dalla siccità degli ultimi anni. La scelta è passata con voto unanime nel Consiglio di Distretto, e Acea, per bocca del suo amministratore delegato Fabrizio Palermo, ha promesso investimenti, innovazione e un servizio migliore.

Chi dice no

Sul fronte opposto, però, la partita è tutt’altro che chiusa. Da mesi il Comitato Sannita Acqua Bene Comune, insieme ad associazioni, sindacati e una parte delle forze politiche, contesta duramente l’operazione, arrivando a manifestare in piazza davanti alla Prefettura. La loro tesi è che, dietro la maggioranza pubblica sulla carta, i patti che regolano la società finiscano per consegnare il controllo effettivo al socio privato. Ricordano il referendum del 2011, quando milioni di italiani votarono per l’acqua pubblica, e temono che a pagare il conto, comprese le perdite accumulate negli anni, saranno i cittadini con le bollette. Citano inoltre i rilievi che la Corte dei Conti ha mosso più volte sulla procedura e sui conti dell’operazione. Non un dettaglio, fanno notare, visto che dietro Acea ci sono anche la multinazionale Suez e il gruppo finanziario Caltagirone.

E per Guardia, in concreto?

Al di là dello scontro politico, per chi vive a Guardia la domanda è una sola, molto pratica: cambierà qualcosa, in bolletta e al rubinetto? La risposta onesta è che lo diranno i fatti dei prossimi anni e le tariffe che verranno applicate davvero. Da un lato ci sono le promesse di investimenti e di una rete finalmente ammodernata; dall’altro il timore di rincari. Quel che è certo è che la decisione presa a Benevento ricadrà anche qui, perché l’acqua del Sannio è una sola, e tocca tutti i paesi della provincia allo stesso modo.

L’acqua è una di quelle cose a cui non si pensa mai, fino al giorno in cui manca o la bolletta diventa più salata. Su una partita che ci accompagnerà fino al 2051, qualunque sia l’idea di ciascuno, conviene tenere gli occhi bene aperti.

A.N.S.I.A.

Quand’ Vomma è Segn ca Chiov’

Torna in alto