copertina cuore in vita n7

Notiziario “Cuore in…vita” – Anno II, numero 7, settembre 2026

Il farmaco che non si compra in farmacia: gli Amici del Cuore prescrivono una passeggiata (e un convegno)

Il settimo numero del notiziario degli Amici del Cuore di Guardia Sanframondi mette in fila tre cose: una lezione di prevenzione firmata da un medico, il racconto di una cena in piazza Castello e la data di un convegno che chiude venticinque anni di attività.

C’è un farmaco che non si compra in farmacia, non richiede prescrizione e non ha liste d’attesa. Si chiama movimento. Comincia così l’articolo di apertura del settimo numero di Cuore in…vita, il notiziario interno a diffusione gratuita dell’Associazione Guardiese Gli Amici del Cuore o.d.v., arrivato nelle case dei soci in questo settembre 2026.

Quattro pagine, nessuna pretesa di spettacolarità, e però dentro c’è parecchio: una guida seria all’attività fisica, una lettera che vale da sola il prezzo del biglietto, il resoconto di un Direttivo che si riunisce ad agosto invece di andare al mare e una locandina con una data da segnare.

Muoversi fa bene al cuore, e per fortuna non serve la palestra

L’apertura è firmata dalla dott.ssa Cinzia Abate, medico specialista in Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, e ha il pregio di non chiedere a nessuno di diventare un atleta. Il ragionamento parte dalle abitudini quotidiane: una passeggiata a passo sostenuto, le scale invece dell’ascensore, spostarsi a piedi quando si può, interrompere più spesso le ore passate seduti.

Il perché è spiegato senza scorciatoie. Il cuore è un organo adattabile: quando ci muoviamo aumenta la richiesta di ossigeno dei muscoli e il sistema cardiovascolare risponde alzando la frequenza cardiaca e la gittata sistolica. Ripetuto nel tempo, l’esercizio produce adattamenti funzionali e strutturali che rendono tutto il sistema più efficiente. Muoversi, scrive Abate, non significa soltanto bruciare calorie: significa allenare l’organismo a lavorare meglio.

Sul quanto, il riferimento è l’Organizzazione Mondiale della Sanità: per gli adulti da 150 a 300 minuti alla settimana di attività aerobica di intensità moderata, oppure da 75 a 150 minuti di attività vigorosa, con rafforzamento muscolare almeno due volte alla settimana. Tradotto in vita reale: una camminata a passo sostenuto di trenta o quarantacinque minuti, cinque giorni su sette.

Ed è qui che l’articolo fa la cosa più intelligente, cioè disinnescare subito i numeri prima che diventino un alibi. Per chi parte da fermo, dieci minuti di camminata sono già un primo passo. Durata, frequenza e intensità verranno dopo.

Il principio da ricordare è semplice: progressione, non perfezione.Dott.ssa Cinzia Abate, Cuore in…vita n. 7

Altro punto che meriterebbe un poster in ogni ufficio: la sedentarietà è un problema distinto dalla mancanza di esercizio. Si può fare la propria mezz’ora e passare comunque il resto della giornata seduti, tra scrivania, divano, televisione e telefono. Alzarsi ogni tanto, fare due passi durante una telefonata, raggiungere a piedi una destinazione vicina: piccole cose che spostano l’ago più di quanto sembri.

Dopo i 65 anni, e con una cardiopatia

L’età non è una ragione per smettere, anzi. Con l’avanzare degli anni il movimento serve a preservare autonomia, capacità funzionale e qualità della vita, e accanto all’attività aerobica e al rafforzamento muscolare diventano importanti gli esercizi di equilibrio e coordinazione, utili anche nella prevenzione delle cadute.

Chi ha già una malattia cardiovascolare non deve rinunciare al movimento, che in molte condizioni è parte integrante della gestione della malattia e dei percorsi di riabilitazione. Qui però l’articolo alza la voce su un punto solo, ed è il caso di riportarlo per intero: niente fai da te. Tipo di attività, intensità e progressione vanno personalizzati sulla base della situazione clinica e delle indicazioni dello specialista.

Chiude la parte medica un elenco di segnali da non archiviare come stanchezza: dolore o senso di oppressione al petto, mancanza di respiro sproporzionata rispetto allo sforzo, perdita di coscienza, palpitazioni importanti. Sudorazione, fiatone e muscoli affaticati sono normali, il resto merita una valutazione medica.

Trenta minuti al giorno, secondo il notiziario

  • evitare la macchina per i piccoli spostamenti
  • fare le scale invece di prendere l’ascensore
  • organizzare una passeggiata con gli amici
  • farsi portare a passeggio dal cane

L’ultima raccomandazione, va detto, a Guardia è praticamente una tradizione orale.

La Cena del Cuore…in Rosso, ovvero la prevenzione che passa per la tavola

La seconda pagina del notiziario racconta l’iniziativa nuova dell’anno, la «Cena del Cuore…in Rosso», nata da un’intuizione del consigliere Dario Garofano, che ha curato anche le luci in piazza e, insieme ad Antonio Lucia Foschini, il servizio fotografico. Tavolate in piazza Castello, dress code rosso, ognuno con qualcosa preparato in casa.

Il bilancio che ne fa l’Associazione è asciutto e onesto: non si è condiviso solo il pasto, ma anche allegria e nuove conoscenze. E alla fine, dettaglio che nei resoconti di solito non entra mai, i partecipanti hanno ripulito la piazza e lasciato tutto in ordine per chi viene dopo.

Il pezzo forte però è la lettera arrivata all’indomani della serata, firmata da Anthony Di Blasio e indirizzata al presidente Carlo Labagnara. Suo padre Flaviano era nato a Guardia nel 1929 ed era emigrato negli anni Cinquanta, come tanti, per poi sistemarsi a Roma. Lui ha cominciato a frequentare il paese nel 1967, a nove anni: una Guardia rurale e contadina, il verderame in vigna, le cicale nella controra, i giochi con i coetanei. E un padre già tesserato con Gli Amici del Cuore, di cui gli parlava sempre.

Cinquant’anni dopo, scrive, trova un paese moderno e indaffarato, dove però la slow life esiste ancora e lo sguardo resta puntato sulle proprie origini.

Nel partecipare mi sono sentito accolto, partecipe di una comunità che si riunisce per condividere.Anthony Di Blasio, dalla lettera al presidente

Nel finale c’è anche un passaggio che qualcuno in paese apprezzerà e qualcun altro discuterà: dopo Vinalia, la serata non era per niente scontata, e invece si è cantato in coro con il sindaco in mezzo ai tavoli. Sulla resa politica del ballo, questa testata si astiene.

Il Direttivo al lavoro, il 27 agosto

Mentre mezza Italia era sotto l’ombrellone, il Direttivo si è riunito il 27 agosto con tre punti all’ordine del giorno: la valutazione della Cena del Cuore, l’organizzazione del convegno di fine settembre e l’esame di tre domande di ammissione.

Sul primo punto il giudizio è stato positivo, con qualche modifica già messa in agenda per l’anno prossimo. I tre aspiranti sono stati ammessi. La formula con cui il notiziario chiude il resoconto è di quelle che meriterebbero di uscire dal perimetro associativo: più siamo, meglio lavoriamo.

Il convegno del 27 settembre: un cervello nel cuore

L’appuntamento chiude le celebrazioni per il venticinquesimo di fondazione dell’Associazione e si lega alla Giornata Mondiale per il Cuore, che ricorre il 29 settembre. Il tema, va riconosciuto, non è il solito: la neurocardiologia, cioè il dialogo tra sistema nervoso e cuore.

L’appuntamento

«Un cervello nel cuore: la neurocardiologia rivela meraviglia»

Domenica 27 settembre 2026, ore 16.30
Aula consiliare del Comune di Guardia Sanframondi

Relatori: dott. prof. Luigi Matarazzo e dott. prof. Michele Marzullo, Università Federico II di Napoli.
Coordina: dott. Giovanni Pigna, patologo clinico, Università La Sapienza di Roma.
Intervengono: Carlo Labagnara, presidente dell’Associazione; Raffaele Di Lonardo, sindaco di Guardia Sanframondi; Nino Lombardi, presidente della Provincia di Benevento.

Evento a conclusione delle celebrazioni per il XXV di fondazione e per la Giornata Mondiale per il Cuore.

La locandina riporta il patrocinio del Comune di Guardia Sanframondi e della Provincia di Benevento, insieme al sostegno di alcune realtà del territorio. E si chiude con una frase che è insieme slogan e programma: la prevenzione non è un costo, ma un investimento a rischio zero e ad alto rendimento, con gli utili accreditati giorno per giorno sul conto corrente della nostra salute.

Venticinque anni di convegni, e nessuna scorciatoia

Vale la pena ricordare che cosa c’è dietro quel numero venticinque. Gli Amici del Cuore di Guardia Sanframondi hanno all’attivo decine di convegni sulla prevenzione delle malattie cardio e cerebrovascolari, le «Giornate della Prevenzione in Piazza» con controlli aperti a tutti, corsi di primo soccorso e di abilitazione all’uso dei defibrillatori, oltre alla donazione di defibrillatori alla comunità. Nell’aprile scorso, in occasione delle celebrazioni, l’Associazione ha rivolto ai parlamentari e ai rappresentanti regionali un appello per più leggi sulla prevenzione.

Non è poco, per un’associazione di volontariato di un paese di poche migliaia di abitanti che pubblica un notiziario di quattro pagine e lo distribuisce gratis.

Il numero 7 di Cuore in…vita si congeda con una «pillola di saggezza» presa in prestito da Haruki Murakami: il cuore umano dà l’impressione di un pozzo profondissimo, di cui si può solo immaginare il fondo dalle cose che ogni tanto vengono a galla. Noi, molto più prosaicamente, ci teniamo il consiglio della dott.ssa Abate: anche per il cuore il percorso più importante comincia con il primo passo. Possibilmente in salita, che a Guardia è l’unica opzione disponibile.


Fonte: Cuore in…vita, notiziario interno a diffusione gratuita dell’Associazione Guardiese Gli Amici del Cuore o.d.v. di Guardia Sanframondi, Anno II, numero 7, settembre 2026. Articolo di apertura a firma della dott.ssa Cinzia Abate, medico specialista in Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva. Testimonianza di Anthony Di Blasio. Foto della locandina di Palmino Falato. Presidente dell’Associazione: Carlo Labagnara.

A.N.S.I.A.
Agenzia Notizie Semiseria d’Informazione Aggiornata

Quand’ Vomma è Segn ca Chiov’

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