Guardia del Campo, l’app agricola di Angelo Sebastianelli
laVomma.netQuand’ Vomma è Segn ca Chiov’
Riceviamo e pubblichiamo

Quello che i satelliti non vedono: 816 segnalazioni dai campi di Guardia per l’app di Angelo Sebastianelli

Un ingegnere guardiese che vive a Berlino ha scritto nei fine settimana un’app gratuita che incrocia satelliti, meteo e bollettini della Regione con le osservazioni di chi la campagna la cammina. E chiede una cosa che di solito nessuno chiede: dire anche quando il problema non c’è.

Guardia Sanframondi  ·  15 settembre 2026  ·  Territorio
Vigneti e uliveti con Guardia Sanframondi e la sua rocca sullo sfondo
I vigneti sotto Guardia Sanframondi, con il borgo e la rocca sullo sfondo. (foto laVomma.net)

Riceviamo e pubblichiamo. Tra i filari intorno a Guardia gira da qualche mese un’applicazione che prova a fare una cosa semplice e per niente scontata, cioè mettere insieme quello che vedono i satelliti e quello che vede chi in campagna ci va a piedi. Si chiama Guardia del Campo, è gratuita, e l’ha scritta Angelo Sebastianelli. Ci ha mandato questo testo e lo pubblichiamo integralmente, senza interventi di redazione. In coda trovate la cronistoria del progetto ricostruita attraverso la stampa locale.


IL TESTO RICEVUTO

Quello che i satelliti non vedono

Guardia del Campo è un’app gratuita che ho fatto per chi, a Guardia Sanframondi, deve decidere ogni giorno cosa guardare e cosa fare in campagna.

Mette insieme dati meteorologici, immagini satellitari, bollettini fitosanitari della Regione e osservazioni raccolte sul posto. Ogni giorno ne ricava indicazioni sul rischio di peronospora, oidio, mosca dell’olivo e altri fenomeni che possono interessare le colture.

Serve a non dover cercare ogni volta le stesse informazioni in cinque posti diversi.

Cosa trova chi la apre

Il sistema elabora ogni giorno i dati disponibili e prepara delle schede con l’indicazione del rischio e delle condizioni che possono rendere utile un intervento.

Dietro ci sono le stazioni meteorologiche, i dati satellitari, i bollettini della Regione e le catture delle trappole a feromoni.

Quello che si legge sul telefono è una sintesi di come stanno cambiando le condizioni del territorio e di quali malattie o insetti quelle condizioni stanno favorendo. Per usarla non serve sapere come funzionano i modelli.

E poi c’è il campo.

Dall’app si può mandare una segnalazione quando si osserva qualcosa: una presenza, un’assenza, una condizione particolare della coltura. Si può allegare una fotografia e indicare in che fase si trova la pianta.

Quelle informazioni tornano nel sistema e permettono di confrontare quello che i modelli prevedono con quello che succede davvero.

A Guardia le segnalazioni sono già 816

Da quando esiste il tasto Segnala ne sono arrivate 816 dal territorio.

Accanto ai dati che arrivano da fonti esterne sta crescendo anche un archivio locale di osservazioni.

694 segnalazioni sono entrate nei dati destinati ai modelli. Dentro quel gruppo ci sono anche 120 controlli con esito negativo: persone che sono andate a verificare e hanno segnalato che il fenomeno previsto non c’era.

Se un sistema riceve soltanto conferme, rischia di vedere il problema più spesso di quanto accada. Sapere che qualcuno è andato a controllare e non ha trovato niente permette di correggere anche questo.

Per chi usa l’app non conta soltanto segnalare quando c’è qualcosa. Conta anche dire quando non c’è.

Dove i dati non arrivano

Una parte delle informazioni che usa Guardia del Campo ha una scala di diversi chilometri. Descrive l’andamento generale di una zona e si ferma prima dell’avvallamento o dell’esposizione che fa la differenza tra una vigna e quella accanto.

Una gelata che colpisce un solo appezzamento può non comparire nei dati con la stessa precisione.

Lo stesso vale per una macchia su una foglia o per una cattura in una trappola.

Sono cose che sa chi sta lì.

Per questo l’app ha un canale diretto verso chi lavora nei campi. Quando una segnalazione dice che in campo la situazione è diversa da quella prevista, quella differenza serve a correggere il sistema.

Il riscontro sulle schede

Da aprile a oggi Guardia del Campo ha prodotto 2.559 schede di consiglio, in 156 giornate. Sotto ogni scheda si può indicare se il consiglio è stato utile o se non ha corrisposto a quello che si è visto in campagna.

Finora le risposte sono state 32.

Sono poche rispetto alle schede prodotte. Ma sapere se una previsione ha funzionato è il modo per confrontare il modello con la realtà e migliorarlo per le stagioni successive.

Come si prova

L’app è gratuita e si scarica da https://guardia.sann.io/download.

Una volta dentro, si possono consultare le schede e usare il tasto Segnala quando c’è qualcosa da registrare.

Una foto aiuta, e sapere in che fase era la pianta. Vale pure quando andate a controllare e non trovate niente, perché anche quello è un dato.

Angelo Sebastianelli

Il testo che precede è stato inviato alla redazione dal dott. Angelo Sebastianelli, autore dell’applicazione, e viene pubblicato integralmente nella formula “riceviamo e pubblichiamo”. Quello che segue è una ricostruzione della redazione.


L’APPROFONDIMENTO

Un’app scritta nei fine settimana, a milleseicento chilometri dai filari

La storia di Guardia del Campo non comincia in un vigneto, ma davanti a un computer a Berlino. Angelo Sebastianelli è nato e cresciuto a Guardia Sanframondi, fa l’ingegnere informatico, lavora in Germania nel settore dei dati e dei sistemi cloud. L’app la scrive fuori orario, e quando ad aprile la stampa locale gli chiede chi c’è dietro, la risposta è di quelle che non si sentono spesso.

Voglio essere onesto, perché so che la domanda viene naturale: dietro Guardia del Campo non c’è un’azienda, non c’è un finanziamento pubblico, non c’è un investitore che aspetta un ritorno. Sono solo io, la faccio nei weekend.

Angelo Sebastianelli, a Il Caudino, 22 aprile 2026

È una dichiarazione che vale più di una scheda tecnica, perché mette in chiaro la cosa che di solito resta nel vago quando si parla di digitalizzazione dell’agricoltura, cioè chi paga e che cosa si aspetta in cambio.

Prima l’ecosistema, poi il campo

L’app non nasce da sola. A monte c’è guardia.sann.io, una dashboard civico-ambientale presentata a marzo, che raccoglie dati pubblici su meteo, qualità dell’aria, mobilità, sismicità, energia e biodiversità e li rimette in fila per un pubblico non tecnico, con una modalità di lettura anche in dialetto guardiese. Il principio dichiarato è netto e conviene ricordarlo anche leggendo le schede agricole: la piattaforma non produce dati propri, li connette, li armonizza e li rende leggibili.

Un mese dopo arriva la parte agricola. Le fonti citate dalla stampa sono i satelliti europei del programma Copernicus, le serie climatiche della NASA, i rilevamenti di ARPA Campania e le allerte della Protezione Civile regionale. Le varietà prese in considerazione sono quelle di casa: Falanghina, Aglianico, Piedirosso, Camaiola, Ortice. L’idea di partenza la riassume bene la frase con cui il progetto viene raccontato a fine aprile, cioè che un viticoltore, la mattina presto, apra il telefono e sappia in pochi secondi cosa fare nei suoi filari.

I sensori nei filari dei Foschini

A maggio il progetto smette di essere soltanto software. Nei vigneti di Cantine Foschini, azienda agricola familiare da tre generazioni, vengono installati due nodi di monitoraggio che misurano umidità del suolo, temperatura dell’aria, bagnatura fogliare, irraggiamento solare e vento, affiancati da trappole per il monitoraggio degli insetti. L’obiettivo dichiarato è affinare i modelli di previsione per peronospora, oidio, botrite, mosca dell’olivo e tignoletta, con la prospettiva di rendere poi il servizio disponibile gratuitamente anche ad altre aziende del territorio.

Sulla paternità della sensoristica le fonti non dicono esattamente la stessa cosa. La partnership viene annunciata con EcoSensors System, mentre a giugno si legge che i nodi installati nei filari Foschini sono sviluppati da Syde Srl, azienda toscana. I due riferimenti possono benissimo convivere, ma la ripartizione dei ruoli tra i due soggetti non è chiarita da nessuna delle fonti consultate.

La cronistoria

  • 9 marzo 2026. Viene presentata guardia.sann.io, piattaforma civico-ambientale che aggrega dati pubblici e li elabora con tecniche di machine learning. Accesso libero, senza registrazione.
  • 22 aprile 2026. Il Caudino racconta l’app come un progetto personale scritto da Berlino e senza finanziamenti, con la dichiarazione di Sebastianelli sui weekend.
  • 25 aprile 2026. Il Sannio Quotidiano presenta Guardia del Campo come strumento a sostegno dei viticoltori e ne elenca fonti dati e varietà seguite.
  • Fine maggio 2026. Parte il progetto pilota di agricoltura di precisione nei vigneti di Cantine Foschini, con la sensoristica di EcoSensors System.
  • 5 giugno 2026. L’app è pronta per il primo test sul campo; i nodi installati nei filari vengono attribuiti a Syde Srl.
  • Da aprile a oggi. Secondo i dati diffusi dall’autore, il sistema ha prodotto 2.559 schede di consiglio in 156 giornate e ha raccolto 816 segnalazioni dal territorio.
  • Settembre 2026. L’app è distribuita gratuitamente su App Store e Google Play, con pagina di download e codice QR su guardia.sann.io.

I numeri diffusi da Guardia del Campo

  • 816 segnalazioni arrivate dal territorio
  • 694 confluite nei dati destinati ai modelli
  • 120 controlli con esito negativo, cioè verifiche in cui il fenomeno previsto non c’era
  • 2.559 schede di consiglio prodotte da aprile, in 156 giornate
  • 32 riscontri lasciati sotto le schede

Dati forniti dall’autore dell’app, aggiornati alla data del testo ricevuto. Non sono verificabili in modo indipendente dalla redazione.

Quei 32 pollici

Il dato più interessante del testo che avete letto sopra non è l’816. È il 32, cioè quante volte qualcuno ha detto al sistema se il consiglio del giorno aveva funzionato oppure no. Trentadue riscontri su duemilacinquecentocinquantanove schede sono, per ammissione dello stesso autore, pochi.

Ed è lì che la faccenda smette di essere una questione tecnica e diventa una questione di paese. Un modello si corregge soltanto se qualcuno gli dice quando ha sbagliato, e a dirglielo può essere solo chi in quel filare ci è andato. Vale anche, e soprattutto, quando non si è trovato niente.

Poi certo, resta la questione di sempre: un servizio che sta in piedi sui fine settimana di una persona sola è un servizio che dipende da quella persona sola. Ma intanto c’è, è gratis, e chiede una cosa che qui sappiamo fare, cioè guardare la vigna e dire com’è.

Le fonti di questa ricostruzione

  • NTR24, A Guardia Sanframondi nasce piattaforma ambientale basata su dati pubblici e intelligenza artificiale, 9 marzo 2026
  • Il Caudino, Da Berlino un’app gratuita per i viticoltori del Sannio, 22 aprile 2026
  • Il Sannio Quotidiano, “Guardia del Campo”, l’app a sostegno dei viticoltori, 25 aprile 2026
  • BeneventoNews24, Vigneti intelligenti a Guardia Sanframondi: sensori e dati per migliorare le colture, 27 maggio 2026
  • Vita da Imprenditore, Vigneti intelligenti nel cuore della Campania: parte il progetto pilota tra tecnologia e tradizione agricola, 28 maggio 2026
  • Il Sannio Quotidiano, Guardia del Campo, app pronta per il primo test, 5 giugno 2026
  • Fremondoweb, A Guardia Sanframondi nasce l’ecosistema digitale per il territorio e Guardia del Campo, partnership con EcoSensors System e Cantine Foschini per l’agricoltura di precisione
  • Pagine ufficiali del progetto: guardia.sann.io, guardia.sann.io/campo, guardia.sann.io/download

A.N.S.I.A.

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