Caldo estremo, dal 21 giugno stop al lavoro nelle ore di punta: cosa cambia (anche) a Guardia
Da sabato 21 giugno e fino al 31 agosto, in Campania scatta lo stop alle attività all’aperto nelle ore più calde della giornata. A firmarlo è il presidente della Regione, Roberto Fico, con la sua ordinanza numero 1: una misura pensata per chi, tra campi e cantieri, il caldo non lo guarda dal balcone ma lo prende addosso ora dopo ora.
Cosa prevede l’ordinanza
Il provvedimento (ordinanza n. 1 del 17 giugno 2026, in materia di igiene e sanità pubblica) vieta il lavoro nei settori agricolo, edile e affini, in condizioni di esposizione prolungata al sole, nella fascia oraria tra le 12.30 e le 16.00. Non si tratta di un divieto cieco, valido sempre e ovunque: scatta soltanto nei giorni e nelle zone in cui le mappe del sistema Worklimate dell’INAIL segnalano un rischio “alto” per chi lavora al sole in attività fisica intensa. Una tutela tarata sulle condizioni reali, territorio per territorio e aggiornata giorno per giorno.
Le eccezioni (e cosa si rischia)
Restano consentiti soltanto gli interventi urgenti e indispensabili per ripristinare i servizi essenziali dopo eventi imprevedibili. I gestori di pubblici servizi, dal canto loro, dovranno comunque organizzarsi per garantire le prestazioni minime. Per chi non rispetta lo stop, sono previste sanzioni: la salute dei lavoratori, è il senso del provvedimento, viene prima di tutto.
Dove controllare e dove scaricarla
Per sapere giorno per giorno se nella propria zona scatta il divieto, il riferimento sono le mappe Worklimate dell’INAIL, consultabili su worklimate.it. Il testo integrale dell’ordinanza è invece pubblicato e scaricabile sul sito istituzionale della Regione Campania e sul Bollettino Ufficiale (BURC).
Oppure scarica l’ordinanza quì
E a Guardia?
Da noi, dove il lavoro nei vigneti e nei cantieri non è un dettaglio ma una parte viva dell’economia, una misura del genere si sente eccome. La Valle Telesina, d’estate, sa trasformarsi in una conca rovente, e chi sta chino tra i filari di aglianico e falanghina sotto il sole di luglio lo sa meglio di chiunque. Che poi le ore centrali della giornata, da queste parti, fossero già da sempre votate al riposo lo sapevano pure i nostri nonni: c’è voluta un’ondata di calore africano e un’ordinanza regionale per ricordarci che la vecchia controra contadina, in fondo, era anche buon senso.
Quindi, ai nostri agricoltori e ai nostri muratori: un’ombra alle 13 di agosto non è pigrizia, è prudenza. Il lavoro, come il vino, vuole i suoi tempi giusti, e Guardia quei tempi li ha sempre saputi rispettare.
Quando le mappe diventano rosse, è segno che è ora di mettersi all’ombra. Statevi accorti, e buona estate.
A.N.S.I.A.
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