Nilde Iotti, il 20 giugno 1979 la prima donna alla guida di Montecitorio

Il 20 giugno 1979, in una mattina che avrebbe cambiato il volto delle istituzioni italiane, una donna di Reggio Emilia saliva per la prima volta sullo scranno più alto di Montecitorio. Si chiamava Leonilde Iotti, ma tutti la conoscevano come Nilde. Quel giorno, al primo scrutinio, diventava la prima donna nella storia della Repubblica a ricoprire la terza carica dello Stato.
Una mattina che fece la storia
Era il 20 giugno 1979 quando Nilde Iotti venne eletta Presidente della Camera dei deputati al primo scrutinio, con un consenso amplissimo che attraversava gli schieramenti. Fino a quel momento, in oltre trent’anni di Italia repubblicana, nessuna donna aveva mai guidato un ramo del Parlamento.
Nel discorso di insediamento, Iotti seppe leggere la portata del momento con parole rimaste celebri. Disse di vivere quasi in modo emblematico quella giornata, avvertendo un significato profondo che superava la sua persona e investiva milioni di donne che, attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci, si erano aperte la strada verso la propria emancipazione.
Da Reggio Emilia alla Resistenza
Nilde Iotti era nata a Reggio Emilia il 10 aprile 1920, figlia di Egidio, ferroviere e sindacalista socialista licenziato a causa del suo impegno politico. Il padre morì quando lei era ancora giovanissima, ma nonostante le difficoltà economiche poté proseguire gli studi grazie a borse di studio, fino a laurearsi in lettere all’Università Cattolica di Milano nel 1942. Tra i suoi professori, curiosamente, c’era anche Amintore Fanfani.
Verso la fine della Seconda guerra mondiale prese parte alla Resistenza come partigiana. Fu poi tra le ventuno donne elette all’Assemblea Costituente, contribuendo a scrivere quella Carta che avrebbe difeso e fatto vivere per tutta la vita.
Dodici anni sullo scranno più alto
Iotti restò alla guida di Montecitorio fino al 1992, per tre legislature consecutive: dodici anni e oltre trecento giorni, un primato che la rende la Presidente della Camera rimasta in carica più a lungo nella storia della Repubblica. Da Vicepresidente era già stata tra i protagonisti della riforma del diritto di famiglia, il cui percorso parlamentare si concluse nel 1975.
Negli anni della presidenza promosse la riforma dei Regolamenti della Camera, a partire dal pacchetto del novembre 1981 pensato per arginare le pratiche ostruzionistiche. Quando lasciò l’Aula, l’intera Camera la salutò con un lunghissimo applauso.
Perché ricordarla oggi
La vicenda di Nilde Iotti è la storia stessa dell’Italia repubblicana: la Resistenza, la Costituzione, le grandi riforme civili, l’emancipazione femminile. Ricordare il 20 giugno 1979 non significa celebrare soltanto una donna straordinaria, ma riconoscere un passaggio di civiltà che oggi diamo per scontato e che invece fu conquistato con tenacia. La sua lezione, fondata sul rispetto delle istituzioni e sul principio costituzionale dell’uguaglianza, conserva intatta tutta la sua attualità.
A.N.S.I.A. – Agenzia Notizie Semiseria d’Informazione Aggiornata
Quand’ Vomma è Segn ca Chiov’
